(fonte: Il Sole 24 Ore, 23 settembre 2025)
Nel corso di un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore, il vicepresidente di Confindustria con delega al credito, finanza e fisco, Angelo Camilli, ha espresso forti preoccupazioni sulle nuove norme che penalizzerebbero le banche con maggiore ricorso alle garanzie del Fondo per le PMI.
Quali sono le priorità per la manovra?
Secondo Camilli, se i conti pubblici mostrano segnali incoraggianti, l’obiettivo deve restare quello di una crescita più robusta, capace di sostenere salari, produttività e competitività. Per raggiungerlo è fondamentale una politica industriale centrata sugli investimenti innovativi e sull’accesso al credito delle imprese.
Perché il Fondo di garanzia è così importante?
Il Fondo rappresenta uno strumento decisivo: oltre il 70% dei finanziamenti sostenuti riguarda prestiti a medio-lungo termine e circa il 40% è destinato a investimenti. Introdurre una stretta significherebbe rischiare meno credito disponibile e costi più alti per le imprese. Camilli ha ricordato che il Fondo opera da oltre vent’anni senza generare squilibri sui conti pubblici, con tassi di insolvenza contenuti e un effetto moltiplicatore significativo per l’economia.
Quali rischi comportano le nuove regole?
Secondo Confindustria, eventuali penalizzazioni per le banche porterebbero a una maggiore selettività nell’erogazione del credito e a un aumento dei costi a carico delle aziende. Lo stesso vale per un’eventuale stretta sui controlli, che rischierebbe di rallentare l’iter delle garanzie, riducendo l’efficacia dello strumento.
Che cosa propone Confindustria?
L’associazione chiede un piano chiaro, semplice e duraturo (3-5 anni) per sostenere gli investimenti, rifinanziando il Fondo anche attraverso la rimodulazione del PNRR o dei fondi strutturali. Inoltre, sollecita il potenziamento degli incentivi fiscali, come il credito d’imposta per ricerca e sviluppo, il rafforzamento delle misure per il Mezzogiorno e un miglioramento delle norme su Industria 4.0.
E sul fronte fiscale?
Camilli ha ribadito che la riduzione della pressione fiscale deve rimanere una priorità. In particolare, Confindustria auspica un rafforzamento delle misure a favore della patrimonializzazione delle imprese (Ires o strumenti alternativi come l’ex Ace), un maggiore sostegno al welfare aziendale e agevolazioni semplificate per i premi di risultato.
