Fondazione Beato Cardinale Dusmet e UNES APS: sottoscritto l’accordo di collaborazione per il contrasto alla vulnerabilità economica

Catania, 13 aprile 2026 Il 13 aprile 2026 è stato sottoscritto, presso gli uffici dell’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) di UNES APS, l’accordo di collaborazione tra la Fondazione Beato Cardinale Dusmet – Fondo di Solidarietà Antiusura – Ente Filantropico ETS e UNES APS – Unione Nazionale per l’Equilibrio Sociale. La convenzione è stata firmata dal Presidente della Fondazione, dott. Gregorio Squadrito, e dalla Presidente di UNES APS, avv. Anna Raco. All’incontro erano presenti, per UNES APS, il dott. Orazio Barbagallo e, per la Fondazione, l’avv. Giuseppe Giuffrida, socio fondatore e consigliere, insieme alla dott.ssa Alessia Virgillito, delegata alle comunicazioni esterne. Chi è la Fondazione Beato Cardinale Dusmet La Fondazione è un ente filantropico del Terzo Settore impegnato nella prevenzione e nel contrasto dell’usura e nel sostegno a persone, famiglie e imprese in temporanea difficoltà economica. Opera nell’ambito della Consulta Nazionale Antiusura ed è iscritta nell’Elenco degli enti gestori del Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze — un accreditamento istituzionale di primo piano. Il Comitato dei Soci Fondatori è presieduto dall’Arcivescovo di Catania, Rev.mo Mons. Luigi Renna, a testimonianza del legame profondo tra la missione della Fondazione e i valori di solidarietà e responsabilità sociale radicati nel territorio. I contenuti dell’accordo La convenzione inserisce UNES APS come presidio territoriale all’interno del sistema operativo della Fondazione, con un ruolo specifico nella fase di primo contatto con l’utenza. In concreto, UNES APS si occuperà di: La Fondazione, nel rispetto della propria autonomia decisionale, procederà poi alla valutazione delle domande tramite un’istruttoria interna, per verificare i presupposti per l’eventuale concessione di interventi di sostegno economico o finanziario. Un servizio completamente gratuito Un elemento qualificante dell’accordo è la totale gratuità del servizio, sia nei rapporti interni tra gli enti sia nei confronti degli utenti finali. Questo garantisce piena coerenza con le finalità solidaristiche perseguite e assicura un canale di accesso sicuro, trasparente e accessibile a tutti coloro che ne abbiano bisogno. La sottoscrizione dell’accordo rappresenta il primo sviluppo concreto di un percorso più ampio, orientato a rafforzare l’inclusione finanziaria, promuovere la cultura della legalità e costruire forme stabili di collaborazione tra enti del Terzo Settore. L’obiettivo è chiaro: rispondere in modo sempre più efficace alle fragilità del territorio, intrecciando la dimensione economica con quella sociale e relazionale, e accompagnando le persone verso percorsi sostenibili di uscita dalla crisi. Per informazioni: Fondazione Beato Cardinale Dusmet – Fondo di Solidarietà Antiusura Centro Ascolto: Via Vescovo Maurizio, 7 – 95126 Catania Martedì e Giovedì, ore 17:30–19:00 🌐 www.fondazionebeatodusmet.it Fonte: https://siciliaweb.it/blog-detail/post/605179/finanziamenti-antiusura-accordo-unes-apsfondazione-dusmet
“Salus Populi Romani”: trent’anni di impegno contro l’usura e il sovraindebitamento
La fondazione “Salus Populi Romani”, nata nel 1995 su iniziativa della diocesi di Roma e del suo storico fondatore monsignor Luigi Di Liegro, celebra trent’anni di attività nella prevenzione dell’usura e nella tutela delle persone sovraindebitate.Per l’occasione, il prossimo 30 ottobre 2025, si terrà una conferenza presso l’Aula della Conciliazione del Vicariato (piazza San Giovanni in Laterano 6/a), dal titolo “Come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. All’incontro parteciperanno importanti rappresentanti del mondo ecclesiastico e istituzionale, tra cui il cardinale vicario Baldo Reina, il prefetto di Roma Lamberto Giannini, i vescovi Renato Tarantelli Baccari e Guerino Di Tora, oltre agli assessori Barbara Funari (Roma Capitale) e Massimiliano Maselli (Regione Lazio). Fondata con l’obiettivo di promuovere inclusione sociale e finanziaria, la Salus Populi Romani si è distinta nel tempo per la sua opera di contrasto all’esclusione economica, alla piaga dell’usura e, più recentemente, ai rischi legati al gioco d’azzardo. Come sottolinea il Vicariato, la Fondazione rappresenta oggi “un segno concreto di speranza e di vicinanza per le famiglie vulnerabili e per chi rischia di cadere nella rete del credito illegale”. Durante l’evento verrà presentata la seconda edizione del Rapporto di attività 2023-2024, che offrirà una panoramica sui risultati raggiunti e sulle nuove sfide affrontate. Sarà anche un momento di dialogo tra istituzioni, aziende, volontari e beneficiari, con l’obiettivo di rinnovare l’impegno collettivo contro l’usura e per una società più giusta e solidale. Le conclusioni saranno affidate a Giustino Trincia, direttore della Caritas di Roma e presidente della Fondazione. Fonte ufficiale: Avvenire – Redazione online, 27 ottobre 2025.
Papa Leone XIV: l’usura è un “macigno che soffoca” famiglie e popoli
Nel corso dell’udienza concessa alla Consulta Nazionale Antiusura “San Giovanni Paolo II”, in occasione del trentennale dell’organismo, Papa Leone XIV ha definito l’usura un “peccato molto grave” che mina la dignità umana e può distruggere la vita di persone e intere famiglie. Il Pontefice ha ricordato come questa pratica, che spesso si maschera da aiuto per chi vive momenti di difficoltà, si trasformi presto in “un macigno che soffoca”. L’usura, ha detto, colpisce soprattutto le persone più fragili — come chi cade nella dipendenza dal gioco d’azzardo o chi deve affrontare spese mediche impreviste — e può condurre alla disperazione più profonda, fino al suicidio. Ma l’allarme del Papa non riguarda solo le vittime dirette: “Sistemi finanziari usurari possono mettere in ginocchio interi popoli”, ha sottolineato, ricordando che queste dinamiche creano “strutture di peccato” che alimentano la fame e la morte dei più deboli. Rifacendosi all’esempio evangelico di Zaccheo, Leone XIV ha richiamato l’importanza della conversione di chi pratica l’usura, un cambiamento interiore che restituisca centralità alla persona rispetto al profitto. Solo la gratuità e la compassione – ha detto – permettono di ritrovare la propria umanità e dignità spirituale. Infine, il Papa ha espresso gratitudine alla Consulta e alle 35 Fondazioni Antiusura impegnate ogni giorno nell’ascolto, nel sostegno e nella prevenzione, definendo il loro lavoro “un segno concreto di speranza e solidarietà”. “Quando prevale la ricerca del guadagno, gli altri non hanno più volto. Solo riscoprendo la dignità dell’uomo possiamo salvare anche la nostra anima.”— Papa Leone XIV 👉 Leggi il testo completo del discorso sul sito di Vatican News
Report: oltre 2 milioni di famiglie in povertà, un italiano su dieci

L’Alleanza contro la Povertà, rete di 35 organizzazioni, ha presentato a Roma il suo nuovo rapporto. I dati mostrano un peggioramento della situazione: in Italia oltre 2,2 milioni di famiglie (pari a 5,7 milioni di persone) vivono in povertà assoluta. Tra loro ci sono 1,3 milioni di minori, quasi un bambino su sette. I numeri chiave Le cause principali Secondo il portavoce Antonio Russo, il fenomeno è diventato strutturale e intergenerazionale, aggravato da: Le proposte L’Alleanza chiede: È stata inoltre proposta la creazione di un tavolo tecnico-politico permanente e di un intergruppo parlamentare sulla povertà. 👉 Leggi l’articolo completo su Avvenire a firma di Luca Mazza: https://www.avvenire.it/attualita/pagine/la-poverta-cresce-piu-risorse
Gioco d’azzardo: una tassa occulta sulla povertà

Il gioco d’azzardo non è un passatempo innocuo: diversi studi dimostrano che colpisce in modo sproporzionato le fasce più fragili della popolazione, tanto da essere definito una vera e propria “tassa sulla povertà”. Perché l’azzardo amplifica le disuguaglianze Il circolo vizioso della vulnerabilità Chi ha minori risorse economiche e culturali tende a sviluppare più rapidamente comportamenti problematici, con conseguenze non solo finanziarie ma anche sociali e psicologiche.Un recente studio antropologico ha mostrato come l’azzardo sia ormai radicato nei contesti urbani, creando aree a rischio dove il danno economico si intreccia con quello sociale. Giovani e rischio futuro Una ricerca pubblicata sull’International Journal of Mental Health and Addiction segnala come anche gli adolescenti siano esposti al rischio. In particolare, chi proviene da contesti familiari o educativi più fragili mostra una maggiore vulnerabilità e una ridotta percezione dei pericoli legati al gioco. L’Italia resta un caso unico in Europa: nonostante il basso potere d’acquisto di salari e pensioni, il nostro Paese è il primo mercato del gambling. Una contraddizione che rende ancora più urgente affrontare il tema non solo come questione economica, ma anche come problema sociale e culturale. 👉 Approfondisci leggendo l’articolo completo di Elena Inversetti su:
Maxi-inchiesta a Salerno: 33 indagati per usura e immigrazione clandestina

Al Tribunale di Salerno si discute il rinvio a giudizio per 33 persone coinvolte in un’indagine che intreccia usura, riciclaggio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, ruota attorno a una presunta organizzazione con base a Sarno, guidata da Massimo Graziano, già condannato in passato per appartenenza al clan attivo nel Vallo di Lauro. Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero: Tra gli indagati figurano anche un ex poliziotto e due imprenditori del Vallo di Lauro. 👉 Leggi l’articolo completo su AvellinoToday: https://www.avellinotoday.it/cronaca/inchiesta-salerno-immigrazione-usura.html
Gioco d’azzardo in Italia: tra Pil, ludopatia e responsabilità dello Stato

(rielaborazione da “Speaker’s Corner”, 2025 – di Giuseppe Pignataro) Un paradosso economico e sociale Il gioco d’azzardo in Italia rappresenta oggi uno dei settori più rilevanti in termini macroeconomici: con oltre 157 miliardi di euro giocati nel 2024, muove circa il 7% del Pil nazionale, superando persino la spesa pubblica complessiva per il Servizio Sanitario Nazionale. Un giro d’affari che pone l’Italia al primo posto in Europa, davanti a Regno Unito, Germania e Francia. Tuttavia, questa rilevanza economica cela un forte squilibrio: a fronte di perdite nette per i cittadini pari a oltre 21 miliardi di euro (l’equivalente del reddito annuo di oltre un milione di lavoratori), lo Stato incassa solo una quota limitata attraverso le imposte, intorno al 7% della raccolta. È per questo che si parla di “tassa occulta sui poveri”, perché i giocatori più vulnerabili – spesso appartenenti a fasce fragili della popolazione – contribuiscono a un gettito che, in proporzione, rimane marginale per l’erario. Le conseguenze umane e sociali Dietro i numeri si nascondono storie di fragilità e disperazione. Secondo le stime, in Italia ci sono circa 1,5 milioni di giocatori problematici e almeno 400mila ludopatici conclamati. La ludopatia si configura come una vera e propria malattia sociale, con effetti devastanti: Il bilancio complessivo è dunque negativo: i costi sociali e sanitari superano ampiamente i benefici fiscali, creando un saldo che grava sulla collettività. Il dualismo dello Stato: arbitro o biscazziere? Il nodo centrale riguarda il ruolo dello Stato, chiamato a una scelta netta tra due logiche contrapposte: Questa doppia veste alimenta un conflitto etico e politico: uno Stato giusto può davvero continuare a finanziare parte del proprio bilancio attraverso un meccanismo che genera dipendenza e sofferenza sociale? La necessità di una politica coraggiosa Il professor Giuseppe Pignataro sottolinea come sia urgente riportare il tema del gioco d’azzardo dal piano economico a quello valoriale. La questione non riguarda solo il Pil o il gettito fiscale, ma il modello di società che si intende costruire. Una democrazia matura non può lasciare che la “dea Fortuna” diventi una scorciatoia illusoria che divora la vita delle persone. La vera sfida politica è triplice: Una posta in gioco più alta del denaro In conclusione, il tema del gioco d’azzardo non è solo questione di percentuali o di bilancio: riguarda la visione di società. Significa decidere se sacrificare il bene comune sull’altare di un gettito facile, oppure investire in un futuro in cui la dignità delle persone venga prima dei profitti. Per una volta, come scrive l’autore, sarebbe auspicabile che a vincere non fosse “il banco”, ma i cittadini. 📎 Per approfondire: https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/14/gioco-azzardo-italia-157-miliardi-notizie/8123011/
Processo Decimabis: condanna per la Società foggiana, le parti civili rilanciano l’impegno contro le mafie

(sintesi da FoggiaToday, 12 settembre 2025) La Corte di Appello di Bari ha confermato, pur con pene ridotte, le condanne nei confronti degli imputati nel processo Decimabis, riconoscendo l’esistenza di un’associazione mafiosa – la Società foggiana – operante attraverso minacce, intimidazioni e pratiche di estorsione e usura. Una sentenza che, in secondo grado, ribadisce la gravità delle condotte e l’impatto devastante della criminalità organizzata sul tessuto sociale ed economico del territorio. Le evidenze processuali Il collegio giudicante ha ritenuto provata l’attività mafiosa non solo sulla base delle intercettazioni e delle indagini tecniche, ma anche grazie al contributo dei nuovi collaboratori di giustizia. Le loro dichiarazioni hanno rafforzato il quadro accusatorio, fornendo dettagli sulla composizione della struttura, sui ruoli degli affiliati e sui reati commessi, incluso il reinvestimento illecito dei proventi. Il ruolo delle parti civili A costituirsi parte civile sono state, tra gli altri, la Fondazione antiusura Buon Samaritano e il coordinamento provinciale di Libera, con l’obiettivo di affermare un principio fondamentale: “stare nelle aule di giustizia significa dire con chiarezza da che parte stare”. Un gesto che non si esaurisce nella dimensione processuale, ma che assume valore simbolico e pedagogico, contribuendo a rafforzare la cultura della legalità e a dare sostegno concreto alle vittime. Il significato sociale della sentenza La condanna, che complessivamente supera il secolo di carcere, non rappresenta soltanto un atto punitivo nei confronti dei responsabili, ma anche un segnale di fiducia per una comunità che da anni vive sotto la pressione delle dinamiche mafiose. Il progressivo aumento delle collaborazioni con la giustizia è indicato come un dato incoraggiante: il muro di omertà comincia a incrinarsi, aprendo spazi di liberazione civile e sociale. La sfida ancora aperta Nonostante la forza e la pervasività della Società foggiana, il messaggio lanciato dalle associazioni è chiaro: ora è il momento di unire le forze, vincere la paura e togliere terreno fertile alle mafie. La lotta passa per la prevenzione, l’accompagnamento delle vittime, il sostegno alle istituzioni e la diffusione di una cultura alternativa alla sottocultura criminale. 📎 Per approfondire: si allega l’articolo originale pubblicato da FoggiaToday → https://www.foggiatoday.it/cronaca/mafia-foggia-condanne-appello-decimabis-libera-fondazione-buon-samaritano.html
Merito di credito e business plan: il nodo strategico per l’accesso ai finanziamenti

La valutazione del merito di credito resta una delle fasi più delicate dell’attività bancaria: significa stabilire se un’impresa sarà in grado di rispettare, nel tempo, gli impegni assunti in un contratto di finanziamento. La normativa europea e le linee guida EBA (“Lom”) fissano i principi generali, ma lasciano ampio margine alle banche nella definizione dei modelli valutativi. I driver della valutazione Gli istituti di credito sono chiamati a raccogliere documentazione completa e a valutare: Una buona situazione di partenza è condizione necessaria, ma non sufficiente: ciò che conta davvero è la capacità futura di adempiere agli obblighi contrattuali. Il ruolo decisivo del business plan In questa logica il business plan diventa il documento chiave: non solo bilanci previsionali, ma anche una parte descrittiva che chiarisca obiettivi strategici, azioni operative, fattori ESG e ipotesi di sviluppo ragionevoli. Solo così è possibile ridurre le asimmetrie informative tra banca e impresa e fornire elementi concreti per la valutazione della sostenibilità finanziaria. Il piano deve dunque rappresentare in maniera integrata la posizione finanziaria attuale e prospettica, evidenziando struttura patrimoniale, capitale circolante, reddito e flussi di cassa. Centrale è il Debt Service Coverage Ratio (DSCR), ovvero l’indicatore della capacità di generare risorse sufficienti per il servizio del debito, anche in scenari avversi, tramite un’analisi di sensibilità. Una sfida per le imprese Per ottenere credito, non basta dimostrare di “stare bene oggi”: serve convincere la banca che esiste una strategia sostenibile e credibile anche per il futuro. È qui che si gioca la partita dell’accesso ai finanziamenti: nella qualità della pianificazione e nella solidità delle scelte imprenditoriali. Fonte: (sintesi di un articolo di Riccardo Andriolo, Il Sole 24 Ore – 22 settembre 2025)
Gambling e “paradosso della prevenzione”: il nodo irrisolto in Italia

Il tema del gioco d’azzardo continua a sollevare interrogativi non solo economici e sociali, ma anche scientifici. Un recente studio australiano (“Harm-to-self from gambling: A national study of Australian adults”, 2024) ha dimostrato come solo il 25% dei danni complessivi legati all’azzardo sia riconducibile ai giocatori patologici con dipendenza conclamata. La parte più consistente – quasi il 75% – riguarda invece persone che non rientrano nella categoria clinica dei “patologici”, ma che sperimentano comunque perdite economiche, fragilità familiari e difficoltà di salute mentale. Il paradosso della prevenzione Questa evidenza ribadisce il cosiddetto prevention paradox: lo Stato, da un lato, trae beneficio economico dal gioco legale, dall’altro è costretto a sostenere costi sociali e sanitari per curarne gli effetti. Il problema si aggrava in contesti come l’Italia, dove l’azzardo è stato normalizzato e la consapevolezza dei rischi è molto bassa, proprio mentre dovrebbe rappresentare il punto di partenza di ogni politica preventiva. Il caso italiano Tre fattori rendono il nostro Paese particolarmente vulnerabile: Eppure la ricerca italiana continua a concentrarsi quasi esclusivamente sui giocatori patologici, trascurando i danni diffusi nella popolazione generale. Una scelta che non appare casuale: riconoscere il prevention paradox significherebbe mettere in discussione l’intero impianto narrativo che legittima il sistema attuale, fondato sull’idea che l’azzardo danneggi “solo pochi”. Implicazioni sociali In realtà, il danno collettivo è ben più ampio e coinvolge non solo i giocatori “moderati”, ma anche i familiari e la comunità. Parlare esclusivamente di dipendenza conclamata riduce la portata del problema, mentre una politica seria di prevenzione dovrebbe considerare la totalità delle ricadute economiche, relazionali e sanitarie che il gioco produce sul tessuto sociale. 📎 Per approfondire:
